La lezione di Maria Rita Parsi: la psicologa che ha messo gli adolescenti al centro
04/02/2026
L’insegnamento di Maria Rita Parsi ci ricorda che educare significa prima di tutto ascoltare e comprendere i ragazzi.
Si è spenta Maria Rita Parsi, psicologa, psicoterapeuta, saggista e figura di riferimento per chi in Italia e all’estero si occupa dei più giovani. Nata a Roma il 5 agosto 1947, ha dedicato l’intera vita alla cura, all’ascolto e alla protezione dei bambini e degli adolescenti, con un’attenzione umanistica che ha saputo tradurre in azioni concrete.
Una voce forte per gli adolescenti e la loro crescita
Per lei i ragazzi non erano “oggetti di studio”, ma persone in crescita con bisogni complessi, aspirazioni e fragilità da comprendere e accompagnare. La sua visione si basava su tre punti fondamentali:
- importanza delle relazioni affettive autentiche, dentro e fuori dalla famiglia. Parsi ricordava spesso che, più che tecnologie o performance, gli adolescenti hanno bisogno di relazioni significative, di ascolto reale e di spazi di dialogo che li aiutino a costruire un senso di sé;
- scuola e comunità come luoghi di crescita, non soltanto di apprendimento nozionistico: per Parsi la scuola doveva essere un ambiente in cui i ragazzi potessero sperimentare socialità, prevenire disagi e costruire competenze emotive e relazionali oltre a quelle cognitive;
- ascolto vero come strumento di prevenzione: la psicologa sosteneva che molti dei problemi che emergono nell’adolescenza - isolamento, conflitti familiari o scolastici, ansia e confusione identitaria - possono essere affrontati meglio quando gli adulti sono presenti, disponibili e capaci di ascoltare senza giudizio.
In numerose occasioni pubbliche e nei suoi scritti, Parsi ha sottolineato che gli adolescenti hanno bisogno di essere capiti, non solo corretti: riconoscere le loro emozioni, i loro dubbi e i loro linguaggi è per lei un passo fondamentale per accompagnarli verso una piena maturità personale e sociale.
Per Enaip Piemonte: una riflessione sul ruolo educativo
Per Enaip Piemonte, che ogni giorno si impegna per accompagnare adulti e giovani nello sviluppo di percorsi formativi e professionali significativi, il pensiero di Maria Rita Parsi rappresenta un richiamo forte a considerare la dimensione umana dell’apprendimento. In particolare:
- riconoscere gli adolescenti come protagonisti attivi del proprio percorso di crescita e formazione;
- promuovere percorsi educativi che integrino competenze tecniche con soft skills relazionali e emotive;
- sostenere la cultura del benessere psicologico nei contesti educativi, perché solo un giovane che si sente compreso e supportato può esprimere pienamente il proprio potenziale.
La sua scomparsa ci invita a mettere al centro delle nostre comunità educative le storie, le emozioni e le aspirazioni dei ragazzi, ricordando che l’apprendimento non è solo una questione di ciò che si insegna, ma di come lo si insegna e di chi lo vive ogni giorno.




