PERCORSI#POSSIBILE: il modello che genera opportunità
06/05/2026
A Torino l’incontro finale del progetto che mette al centro il futuro di studentesse e studenti con disabilità
Si è svolto ieri, nell’Auditorium del Grattacielo della Regione Piemonte, l’incontro finale di PERCORSI#POSSIBILE, il progetto regionale, di cui Enaip Piemonte è partner, nato per accompagnare la transizione di studentesse e studenti con disabilità dal mondo della scuola a quello adulto e lavorativo, attraverso esperienze concrete di orientamento, relazione e formazione scuola-lavoro.
Una giornata intensa, partecipata e ricca di testimonianze, che ha riunito dirigenti scolastici, referenti dei 71 istituti superiori coinvolti, orientatori e tutor della sperimentazione, Centri per l’Impiego, enti territoriali, imprese e realtà del partenariato. Un momento conclusivo che non è stato soltanto occasione di restituzione dei risultati, ma soprattutto uno spazio di confronto su un modello costruito insieme, capace di generare connessioni tra scuola, famiglie, servizi, territorio e mondo del lavoro.
PERCORSI#POSSIBILE nasce infatti con l’obiettivo di costruire percorsi condivisi e personalizzati di Formazione Scuola Lavoro (ex PCTO), mettendo al centro la persona, i suoi interessi, le sue aspirazioni e le relazioni che possono sostenerne il progetto di vita. Un approccio che punta a facilitare l’esperienza dei percorsi per tutti i soggetti coinvolti, a partire dalle scuole, promuovendo al tempo stesso una cultura dell’inclusione e della responsabilità sociale nelle imprese.
Il progetto, promosso nell’ambito delle azioni regionali dedicate all’orientamento e all’inclusione, ha visto il coinvolgimento di un ampio partenariato composto da Motiva scs come capofila, insieme a Enaip Piemonte, CIOFS-FP Piemonte, CNOS-FAP Piemonte, Il Filo da Tessere, ENGIM Piemonte e Casa di Carità Arti e Mestieri. Una rete di enti che ha lavorato in stretta collaborazione con scuole, servizi territoriali, famiglie e imprese per costruire percorsi condivisi e sostenibili di Formazione Scuola Lavoro.
Una giornata per raccontare esperienze, strumenti e risultati
La mattinata, dal titolo “Le esperienze che prendono forma”, si è aperta con i saluti istituzionali e con la presentazione del progetto sperimentale da parte di Raffaella Nervi, Responsabile U.O. Orientamento Permanente di Regione Piemonte e Roberta Bertellino di Motiva, capofila del partenariato di sviluppo.
Successivamente, spazio alle esperienze territoriali e ai racconti dei protagonisti della sperimentazione. Monica Montabone e Danilo De Regibus, orientatori del progetto, hanno accompagnato il pubblico attraverso esempi concreti di co-progettazione dei percorsi di Formazione Scuola Lavoro realizzati nei diversi territori piemontesi, raccontanti direttamente dalle voci dei protagonisti: studenti, insegnanti e reti territoriali.
Uno degli aspetti più significativi emersi dai loro interventi è stata la varietà delle esperienze realizzate. I percorsi di PCTO, oggi Formazione Scuola Lavoro, hanno infatti coinvolto settori, attori, enti e aziende molto differenti tra loro, costruendo occasioni concrete di orientamento e crescita personale. Le attività hanno attraversato i quattro macrotemi “inclusione e accessibilità”, “interessi e curiosità”, “passione e creatività” e “rete e territorio”, mostrando come il percorso verso il futuro possa prendere forma attraverso il coinvolgimento attivo della persona e della comunità che la accompagna.
A chiudere la sessione del mattino sono stati gli interventi dell’influencer Cristina Gallo (@laprofspettinata), che ha raccolto e restituito le parole chiave emerse durante la giornata, e di Anna Laggiard di Engim Piemonte, che ha invitato i partecipanti ai prossimi appuntamenti territoriali conclusivi del progetto.
Nel pomeriggio, l’incontro è proseguito con il focus “Il modello che genera opportunità”, dedicato alla lettura dei risultati e alla riflessione sul valore del modello costruito in questi mesi.
Diego Boerchi, docente di Psicologia dell’orientamento e consulenza di carriera presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha approfondito il tema dell’inclusione e della partecipazione nei percorsi di accesso al lavoro.
Ampio spazio è stato dato anche alle testimonianze di co-progettazione dei percorsi e delle azioni sperimentali portate avanti da orientatori, formatori ed educatori, fino alla restituzione finale dedicata a strumenti, metodo e risultati della sperimentazione con Deborah Pagani e Monica Montabone, referenti scientifiche del progetto.
La chiusura della giornata è stata affidata alla visualizzazione grafica realizzata da Emanuela Recchia di Omanu Grafica, Web, illustrazione e ad Anna Laggiard di Engim Piemonte, prima delle conclusioni di Stefania Ferrarotti, responsabile del Fondo Regionale Disabili.
I numeri di PERCORSI#POSSIBILE
L’incontro è stato anche occasione per condividere alcuni dati che aiutano a comprendere la portata della sperimentazione.
Il progetto ha previsto 571 percorsi di Formazione Scuola Lavoro in 71 istituti piemontesi, distribuiti nei diversi territori regionali.
Sono state sviluppate anche 20 azioni sperimentali dedicate all’esplorazione di ambiti professionali differenti e allo sviluppo delle competenze orientative, con obiettivi legati all’autoconsapevolezza, all’inclusione e all’accessibilità.
Importante anche il lavoro svolto con le famiglie: il progetto prevedeva infatti 100 incontri informativi, di cui 22 organizzati a livello territoriale insieme alle équipe di Obiettivo Orientamento Piemonte e 78 direttamente negli istituti aderenti.
Sul fronte della formazione, sono stati realizzati 18 percorsi formativi che hanno coinvolto 430 partecipanti, in gran parte docenti della scuola secondaria di secondo grado. Un’esperienza valutata positivamente dal 97,4% delle persone coinvolte, mentre per il 92% ha rappresentato anche un’occasione concreta per consolidare la rete territoriale.
Il progetto ha inoltre promosso workshop e focus territoriali con scuole e imprese ospitanti, con momenti dedicati alla condivisione di pratiche, strumenti ed esperienze.
L’incontro conclusivo ha restituito il senso più profondo della sperimentazione: non soltanto il racconto di un progetto, ma la costruzione di un modello condiviso che mette in relazione scuola, lavoro e territorio per rendere davvero possibile il futuro di ogni studente e studentessa.




