Quando le competenze prendono vita: sei allievi Enaip Novara protagonisti di Young Talk
07/07/2026
Dalla comunicazione all'accoglienza, sei studenti hanno trasformato competenze e idee in un'esperienza di crescita concreta
Progettare un volantino che verrà davvero distribuito. Accogliere decine di partecipanti. Gestire un impianto audio durante un evento. Affiancare bambini in un laboratorio creativo. Sono esperienze che non si simulano: si vivono.
È quello che hanno fatto sei allievi di Enaip Novara partecipando all'edizione 2025-2026 di Young Talk – Voci che contano, un percorso promosso nell'ambito del progetto "All Inclusive a Novara e dintorni. Tutti Uguali, Tutti Diversi", nato per offrire ai giovani occasioni di partecipazione attiva, dialogo e confronto attraverso esperienze concrete a servizio della comunità.
Per gli studenti di Enaip, però, Young Talk è stato soprattutto un laboratorio di realtà: un'occasione per mettere alla prova ciò che imparano ogni giorno nei laboratori e in aula, confrontandosi con responsabilità, relazioni e situazioni autentiche. Perché quando il lavoro svolto ha un impatto reale sulle persone, anche l'apprendimento assume un valore diverso.
Protagonisti dell'esperienza sono stati Gabriele Piagneri, meccanico, Fabio Buonafortuna, elettricista, Illia Romanenko, Ammar Soliman, Pablo Simeoni e Kaio Da Silva, grafici.
Dalle competenze tecniche alle competenze trasversali
Durante il percorso ciascuno ha ricoperto un ruolo diverso, mettendo a disposizione le proprie capacità e scoprendo che dietro ogni attività si nascondono competenze che vanno ben oltre gli aspetti tecnici.
Illia Romanenko, Ammar Soliman e Kaio Da Silva hanno lavorato alla comunicazione degli eventi, occupandosi della realizzazione di volantini e contenuti video. Più che un semplice esercizio creativo, è stato un vero confronto con le dinamiche del mondo del lavoro: un committente esigente, numerose revisioni, scadenze ravvicinate e riunioni online organizzate anche in orario serale pur di rispettare i tempi. Un'esperienza che ha insegnato loro quanto ascolto, flessibilità e capacità di adattamento siano fondamentali per trasformare un'idea in un risultato condiviso.
Per Gabriele Piagneri la sfida è stata gestire tutta la parte tecnica dell'evento: verificare il funzionamento dell'impianto audio, predisporre le casse e costruire la playlist. Anche in questo caso il lavoro non è stato individuale, ma frutto del confronto con il gruppo, imparando a mediare proposte e punti di vista per arrivare a una scelta condivisa.
Pablo Simeoni ha invece seguito i bambini durante un laboratorio dedicato ai fumetti, accompagnandoli nella realizzazione delle loro tavole. Un'attività che gli ha permesso di sperimentare quanto ascolto, pazienza e capacità di coinvolgere gli altri siano competenze preziose tanto quanto quelle professionali.
Anche l'accoglienza del pubblico si è trasformata in un'importante occasione di crescita. Illia Romanenko e Ammar Soliman si sono confrontati con persone molto diverse tra loro, scoprendo che il modo in cui ci si presenta può fare la differenza. Se inizialmente la loro presenza poteva risultare un po' intimidatoria, hanno presto capito quanto un sorriso riesca ad abbattere le distanze e a creare un clima di fiducia.
La soddisfazione di costruire qualcosa insieme
Rispettare una programmazione, coordinarsi con gli altri, affrontare gli imprevisti e mantenere il ritmo delle attività non è stato sempre semplice. Ma proprio queste difficoltà hanno rappresentato una delle lezioni più importanti del percorso.
I ragazzi hanno accettato ogni nuova sfida con entusiasmo, arricchendola con le proprie idee e la propria creatività. Alla fine del percorso ciò che resta non è soltanto il ricordo degli eventi organizzati, ma la consapevolezza di aver contribuito a creare qualcosa di concreto e significativo per il territorio, capace di coinvolgere famiglie, bambini e tanti altri giovani.
Le competenze tecniche sono state il punto di partenza. A fare davvero la differenza sono state però quelle che si sviluppano soprattutto attraverso l'esperienza: lavorare in squadra, comunicare, adattarsi agli imprevisti, assumersi responsabilità, ascoltare gli altri e trasformare un'idea in un progetto reale.
È questo il valore che i sei allievi porteranno con sé anche oltre Young Talk: la consapevolezza che imparare significa mettersi in gioco, contribuire a un obiettivo comune e scoprire, passo dopo passo, di essere capaci di fare molto più di quanto si immaginasse.




